Le castagne

Le castagne sono la pace del focolare. Cose d’altri tempi. Crepitare di vecchi legni, pellegrini smarriti

Questa frase di Gabriel Garcia Lorca rappresenta esattamente cosa è la castagna oggi: un frutto sinonimo dell’autunno, da raccogliere nei boschi colorati di arancio e da consumare arrostite nel calore di una casa, accompagnate magari da un calice di vino novello. Da “pane dei poveri” in passato, oggi la castagna è un frutto amatissimo per il suo sapore, per la sua versatilità in cucina ma anche per le proprietà benefiche sia nel campo salutistico che in quello della cosmesi.

Le castagne sono i frutti dell’albero Castanea Sativa, pianta longeva appartenente alla famiglia delle Fagaceae marrone e originario soprattutto dell’Europa Meridionale, ma anche dell’Asia occidentale e dell’Africa meridionale. I frutti si presentano tondeggianti, con un resistente guscio marrone e una polpa farinosa e sono considerati sin dall’antichità un alimento nutriente ed energetico: il medico greco Galeno considerava le castagne delle ghiande che davano un “nutrimento degno di memoria” mentre Pantaleone da Confienza, medico sabaudo del ‘400, affermava che castagne e i latticini forniscono all’uomo un alimentazione completa.

Castagne: cenni storici

Il Castagno è una pianta così antica che le prime tracce rinvenute di questo bellissimo arbusto risalgono addirittura all’era Cenozoica. Presto conquistò i popoli antichi, dai greci con Senofonte che nel IV a.C. definì il castagno come “l’albero del pane” fino ai romani, grazie ai quali le castagne si diffusero in tutto il bacino Mediterraneo e anche nelle regioni a nord delle Alpi. Virgilio dava consigli relativi alla coltivazione delle castagne, mentre Plinio il Vecchio in “Naturalis historia” riporta l’usanza di consumare pane preparato con farina di castagne da parte delle donne in occasione delle feste in onore di Cerere.

Con il passare dei secoli, le castagne erano considerate l’unico alimento in grado di affrontare le frequenti carestie, in quanto saziavano, erano altamente nutrienti e si trovavano praticamente ovunque in Italia. Persino Matilde di Canossa chiese collaborazione ai monaci benedettini per incrementare la coltivazione di castagne così da sfamare i ceti più poveri.

Nel Medioevo gli usi delle castagne, delle foglie di castagno e della sua corteccia diventavano sempre più disparati. Erano i monaci a occuparsi della loro coltivazione e raccolta, avvalendosi dell’aiuto dei castagantores. In questa epoca le castagne erano utilizzate per curare la gotta, l’emicrania e soprattutto il raffreddore e la tosse per via delle sue capacità espettoranti. Erano però considerate anche un alimento molto afrodisiaco, forse per via della sua forma che ricordava gli organi genitali maschili, come ricordava già nel VI secolo Isidoro di Siviglia.

Apporto calorico e tipologie delle castagne

Le castagne non sono da considerarsi dei frutti propriamente dietetici: difatti in 100gr di prodotto si rivengono all’incirca 200 calorie che diventano ben 287 nelle castagne lesse. Le caldarroste tendono a perdere acqua in cottura e sono leggermente meno caloriche, alla stregua delle castagne cotte nel forno, considerate sicuramente le meno caloriche e dunque più sane.

Nonostante tutto, basta consumare con moderazione le castagne per poterne gustare il sapore senza troppi pensieri: le castagne infatti sono alla base di molti piatti tipici della tradizione culinaria italiana, dagli gnocchi all’Ossolana al Castagnaccio fino al gustoso dolce Montblanc a base di purea di castagne. Il modo più comune di gustarle è però certamente arrostite, ovvero le caldarroste cotte sulla brace in apposite pentole in ferro bucherellate.

Oltre al gusto, non bisogna rinunciare al consumo di castagne perché una porzione di 100gr apporta all’organismo il 10% del fabbisogno giornaliero di potassio, il 9% di ferro, il 15% di folati e il 14% di magnesio: questo si traduce in una serie di benefici al sistema cardiovascolare, all’apparato intestinale, alla muscolatura e alle ossa.

Via libera dunque alle castagne e in Italia sono molte le varietà d’eccellenza tra le quali si ricordano le castagne IGP di Cuneo, i Marroni IGP della Val di Susa, le castagne di Marradì e quelle selvatiche di Vallerano.

Si sente spesso parlare di castagne e marroni, spesso identificando le une con le altre e riducendo il tutto a una mera distinzione terminologica. In realtà le castagne crescono allo stato selvatico, sono piccoline, hanno una buccia marrone scuro e la pellicina che riveste il frutto penetra nella polpa arrivando spesso a dividerla. I marroni invece hanno una buccia marrone chiaro con striature, la pellicola non penetra nel frutto e sono più grandi: per le loro dimensioni, quando nel ‘200 fecero la loro comparsa sulle tavole, furono adibite ai menù dei nobili perché considerate più buone.

Le castagne come un vero e proprio elisir vitaminico

Le castagne sono ricche di vitamine C, K, D ed E, fondamentale per mantenere in salute il sistema nervoso centrale prevenendo così le patologie tipicamente degenerative legate all’età avanzata. Notevole è l’apporto di vitamine del gruppo B, in particolare la B5 altrimenti nota come acido pantotenico (fondamentale per il metabolismo dei nutrienti) e la B9 ossia l’acido folico, consigliato in primis alle donne in stato interessante e a quelle in fase di allattamento: l’acido folico infatti è in grado di prevenire quelle malformazioni che colpiscono il feto come ad esempio quelle a carico del tubo neurale dal quale dipende lo sviluppo del sistema nervoso centrale. L’alto contenuto di vitamine del gruppo B, permette alle castagne di contribuire alla sintesi delle proteine, del DNA e dell’emoglobina.

La vitamina B6 è idrosolubile e ciò significa che, non venendo assorbita dall’organismo, deve essere continuamente assunta tramite l’alimentazione, altrimenti si rischiano disfunzioni del sistema nervoso. In 100gr di castagne è contenuto ben il 26% del fabbisogno giornaliero di vitamina B6: ciò significa che si favorisce la sintesi dei neurotrasmettitori come la serotonina, si incrementa la produzione di globuli rossi e di ormoni, si previene l’invecchiamento e si da un’accelerata al metabolismo.
Le castagne sono poi ricche di amminoacidi e soprattutto di polifenoli, grazie ai quali si contrasta la comparsa di radicali liberi e di conseguenza l’invecchiamento cellulare.

Benefici per ossa, intestino e cuore

Le castagne sono indicate nei periodi di particolare stress fisico e mentale, astenia e nelle fasi di convalescenza successive alle influenze stagionali. Grazie alle fibre di cui le castagne sono ricche, sono considerati frutti sazianti e probiotici che favoriscono lo sviluppo della flora batterica e regolarizzano il tratto intestinale: l’unica accortezza è non consumare le castagne crude perché sarebbero poco digeribili e andrebbero a irritare le mucose gastriche.

Le castagne sono remineralizzanti in quanto ricchissime di sali minerali come manganese, calcio, rame, cloro, potassio, ferro, magnesio e zinco: queste sostanze nutritive apportano benefici alle ossa, alle articolazioni, ai tendini, al metabolismo e al sistema nervoso. In particolare grazie al fosforo, le castagne potenziano la memoria e l’attenzione, mantenendo attivo il sistema nervoso centrale; il magnesio rende questo frutto importante per la rigenerazione dei nervi e per il metabolismo mentre il potassio garantisce l’equilibrio idro-salino, regola la pressione arteriosa e rinforza la muscolatura.

Essendo un cibo di origine vegetale, le castagne sono praticamente prive di colesterolo e, assieme all’apporto di Omega 6 e Omega 3, riduce i livelli di colesterolo cattivo LDL combattendo l’insorgenza di patologie che colpiscono il sistema cardiovascolare.
Gli acidi fenolici incrementano l’azione antinfiammatoria e antiossidante della castagne che aiutano a prevenire quello stress ossidativo delle cellule che aumentano il rischio di insorgenza dei tumori.

Le castagne sono poi un alimento antibatterico con la ricerca scientifica effettuata nel 2000 che ha evidenziato la sua capacità di contrastare ben 7 ceppi batterici tra cui lo Staphylococcus aureus, l’Escherichia coli e la Pseudomonas aeruginosa.
Oltre ai benefici a favore della salute, le castagne apportano benefici anche alla pelle, ai capelli e alle mani: un decotto preparato con le bucce delle castagne rende difatti i capelli più morbidi e dona caldi riflessi ramati ai capelli castani; una miscela di acqua termale e farina di castagne, magari con aggiunta di miele o olio di mandorle, si rivela utile come scrub al fine di rendere la pelle di tutto il corpo molto più luminosa e libera dalle cellule morte.